Ho sempre pensato che la scrittura fosse il modo più profondo che avevo per sentirmi viva.
Scrivere mi aiuta a raccogliere ciò che sento, a dare spazio a pensieri che spesso restano in silenzio.
Poi, quasi senza accorgermene, ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo:
amo leggere quanto scrivere.
Ma non parlo di leggere in fretta, solo per finire la pagina.
Parlo di leggere con empatia.
Di fermarsi dentro una frase.
Di ascoltare davvero il peso, la delicatezza e il coraggio che certe parole portano con sè.
E forse è proprio lì che qualcosa cambia.
Perché quando leggiamo con il cuore aperto, le parole non restano semplicemente scritte.
Respirano.
Le nostre.
E anche quelle degli altri.
Sto imparando che leggere ad alta voce non significa soltanto interpretare un testo.
Significa accoglierlo.
Attraversarlo con rispetto.
Restituirgli voce senza tradire l’anima.
Ed è una sensazione difficile da spiegare, ma bellissima da vivere.
Perché alcune parole, quando vengono ascoltate davvero, riescono ad arrivare ancora più lontano.
Forse è proprio questo che significa, per me , essere una Narratrice Empatica:
non limitarmi a leggere le parole, ma provare ad ascoltare tutto ciò che custodiscono dentro.